Bracciano è situata nel Lazio, a nord-ovest di Roma
ed è posizionata su un colle che domina l'omonimo lago di origine
vulcanica.
La sua superficie territoriale è di circa 145 kmq e
l'abitato è posizionato ad un'altezza di
circa 300 metri sul livello del mare.
Il Comune comprende cinque frazioni: Castel
Giuliano,
Pisciarelli, Sambuco, Vicarello e Vigna di Valle.
Quattro sono rioni: Borgo, Cartiere, Monti e Stazione che costituiscono il nucleo storico del
Paese.
La zona nuova è composta da quattro insediamenti principali: Ciao Italia Village (Bracciano 2),
Cinquilla, Campo la Fiera e Montebello.
Storia di Bracciano e del suo castello (fonte Wikipedia )
Sulle origini di Bracciano non si hanno notizie certe. Molto
probabilmente si trattava di un borgo, sorto lungo il tracciato di un
ramo secondario dell'antica via Clodia, intorno ad una delle tante rocche e torri che i nobili del X secolo costruivano per difendersi dalle invasioni dei saraceni.
Lo stesso nome "Castrum Brachiani" che risulta nei rari e frammentari
documenti del periodo, denota l'origine militare del luogo. Verso la
fine dell'XI secolo il territorio di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei di Vico,
che trasformò la torre in una rocca e realizzò nuove fortificazioni. Il
territorio fu in seguito venduto dai Vico all'ospedale di Santo Spirito
in Sassia divenendo poi, nel 1375, proprietà della Chiesa. Nel 1419 papa Martino V cedette il feudo ad un ramo della famiglia Orsini, quello di Tagliacozzo.
Da allora il modesto borgo di pescatori ed agricoltori legò i suoi
destini ad una delle famiglie più potenti, trasformandosi in una
fiorente cittadina; lo stesso castello, una delle più mirabili opere di
architettura militare dell'epoca, è diventato il più caratteristico
simbolo di Bracciano.
Entrata del Castello, con statua dell'orso simbolo della famiglia Orsini.
La trasformazione della rocca dei Vico in quello che diverrà il maestoso castello attuale, fu voluta da Napoleone Orsini nel 1470 e da suo figlio, Virginio.
Nel 1481 il castello ospitò papa Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città di Roma. Nel 1485 le truppe papali guidate da Prospero Colonna
devastarono e saccheggiarono il castello. A seguito di questi eventi,
fu costruita una nuova cinta muraria intorno al borgo ed al convento di
Santa Maria Novella (posto allora fuori del paese), e ancora oggi in
gran parte esistente.
Nel 1494 il castello offrì ospitalità al re di Francia, Carlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso Roma. Tale circostanza comportò la scomunica degli Orsini e la confisca del castello da parte di papa Alessandro VI Borgia, famiglia da sempre acerrima rivale degli Orsini, che mosse guerra a Bracciano. L'assedio del 1496
da parte delle truppe pontificie, tuttavia, non poté nulla contro le
mirabili fortificazioni del castello e del borgo. Fu in quel periodo
che fu edificato un nuovo bastione, detto della sentinella, divenuto
oggi un panoramico belvedere sul lago e sui monti circostanti. Il paese
si sviluppò all'interno di questa cinta muraria e vi si accedeva
attraverso un ponte levatoio posto poco prima della chiesa di Santa
Maria Novella.
Risalgono a questo periodo gli affreschi della scuola di Antoniazzo Romano
ed è questo il periodo di maggior splendore di Bracciano. Nelle stanze
affrescate del castello trovarono ospitalità sovrani, artisti ed
intellettuali. Nel 1548 il dominio degli Orsini, con Paolo Giordano, si estese fino al vicino feudo di Anguillara.
Nel 1560 si celebrarono le nozze fra Paolo Giordano I Orsini e Isabella De' Medici,
grazie alle quali gli Orsini ottennero l'elevazione di Bracciano a
Ducato e soprattutto nuove disponibilità economiche; Bracciano conobbe
in tale periodo un forte sviluppo economico spinto da attività come la
lavorazione del ferro e dello zolfo, la lavorazione degli arazzi (da
cui la via dell'Arazzeria, nel borgo medievale) e la produzione della
carta, grazie all'abbondante disponibilità di acqua che proveniva da
un'acquedotto fatto costruire dal Duca che attingeva dalle sorgenti
della Fiora
ed ancor oggi visibile lungo il primo tratto di via Principe di Napoli.
Bracciano, grazie allo sviluppo economico conta in quel periodo oltre
4.500 abitanti.
Le nozze di Paolo Giordano I finirono nel modo più tragico: fece
uccidere sua moglie per infedeltà. Isabella usava infatti passare la
notte con i più svariati personaggi, regolarmente fatti poi sparire, al
mattino, attraverso una botola nel pavimento della sua stanza che dava
all'interno di un profondo pozzo armato di picche affilate e pieno di
calce viva.
Il figlio di Paolo Giordano, Virginio,
prosegui l'opera di sviluppo del paese, costruendo, fra l'altro, un
convento e rinforzando le mura. L'espansione di Bracciano entro le mura
era ormai completa, ed il paese inizia a svilupparsi al di fuori verso
i due assi che diverrano poi l'attuale via Agostino Fausti e via
Principe di Napoli.
La vita dispendiosa che Virginio conduceva, tuttavia, portò il
ducato sull'orlo del tracollo finanziario, evitato dal padre Paolo
Giordano grazie ad un matrimonio di interesse. L'ultima scintilla del
bagliore degli Orsini fu data dal figlio di Virginio, Paolo Giordano II,
forse il più illustre del ramo, amante delle arti e della letteratura a
creare a Bracciano un rilevante centro culturale. Dopo di lui, il
declino, che portò, nel 1696, la cessione di Bracciano e del suo castello alla famiglia degli Odescalchi, al quale tuttora appartiene, salvo una breve parentesi fra il 1803 ed il 1848 quando esso passò alla famiglia Torlonia.

Vista di Bracciano e del Castello
Note Turistiche
Il centro
Per il suo bellissimo castello e per l'omonimo lago e per i dintorni
di particolare bellezza, Bracciano è frequentata meta di escursioni e
vacanze. La visita della cittadina può iniziare dalla centrale Piazza
Primo Maggio 1945 (anticamente "piazza del Ponte"), dalla quale
dipartono cinque strade. Seguendo la via Principe di Napoli si
raggiunge Piazza IV Novembre, chiusa al traffico, sulla quale sorgono
una fontana ed il monumento ai caduti, ed il palazzo comunale.
Riprendendo la via Principe di Napoli in salita si giunge, attraversata
la SS.493, alla piccola chiesa di s.Lucia degli Agricoltori, annessa al
convento dei cappuccini, risalente al 1700; all'interno è custodita una
tela raffigurante la Vergine fra s.Lucia e s.Francesco, sullo sfondo è
una veduta del castello e del borgo nel XVIII secolo.
Affreschi della scuola di Antoniazzo Romano.
Dalla P. Primo Maggio 1945, opposta alla via Principe di Napoli,
parte via Umberto I sulla quale si affaccia, sulla sx salendo, la
chiesa di s. Maria Novella (stile tardo-barocco) e subito a fianco il
Chiostro degli Agostiniani, dove ha sede il Museo Civico (vi sono
conservati numerosi reperti archeologici, testimonianze della civiltà
contadina e soprattutto la mirabile scultura di Cristoforo Stati, Adone e Venere, sec. XVII). Proseguendo lungo la via si giunge alla Piazza Mazzini dominata dall'imponente mole del Castello Orsini - Odescalchi.
L'ingresso al castello è in fondo alla piazza, a fianco della
biglietteria. Accedendo al castello, si può avere un formidabile colpo
d'occhio su tutto il lago, data l'eccezionale posizione dell'edificio.
L'interno del castello è visitabile con una guida, e vi si possono
ammirare numerosi arredi d'epoca, armature, armi, e diverse opere
d'arte; in particolare si segnalano diversi affreschi e decori di
Antoniazzo Romano, due busti, Paolo Giordano Orsini e Isabella De' Medici, del Bernini
ed una serie di reperti archeologici etruschi provenienti dagli scavi
di Caere Vetus e da Alsium. La visita guidata è completata dal giro
delle torri, dall'incomparabile panorama. Ritornati sulla Piazza
Mazzini si prosegue all'interno del borgo medievale salendo fino al
duomo di s. Stefano con interno barocco. Sempre da Piazza Primo Maggio
1945 una strada scende fino al lago.
I dintorni
Lungo la strada che conduce a Trevignano Romano, a circa 3 km da Bracciano, è la piccola chiesa di San Liberato (IX sec.) sorta su quello che era l'antico insediamento romano di Forum Clodii
- Il complesso, privato, è circondato da un interessante giardino
botanico. In prossimità di Trevignano è inoltre presente un sito
particolarmente adatto al volo in parpendio sullo splendido panorama
del lago( www.termicamica.com ). Proseguendo lungo la strada per
Trevignano si giunge in loc. Vicarello poco dopo il quale sono i ruderi
delle Aquae Apollinares, stabilimenti termali molto noti nell'antica Roma - La visita è difficoltosa. Da Bracciano, prendendo la circumlacuale nella direzione opposta si arriva in loc. Vigna di Valle, dove sorge il Museo Storico dell'Aeronautica Militare dove sono restaurati e conservati numerosi apparecchi che hanno fatto la storia dell'aviazione italiana.
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